21/10/2020

Il grande salto di qualità di Francesco Inzoli, sulla scia di Andrew Howe

Articolo di Nicolò Gelao

Parlare di Francesco Ettore Inzoli e di ‘salto di qualità’ al termine della sua stagione non è una semplice frase fatta. Il portacolori del CUS Pro Patria, 15 anni compiuti lo scorso febbraio, ai recenti Campionati italiani individuali e per Regioni ‘Cadetti’, andati in scena a Forlì, nella prova del salto in lungo ha fatto registrare la misura di 7.11 metri. Non si tratta solo del suo personale, ma della seconda miglior misura di sempre nella categoria. Davanti a lui un certo Andrew Howe (7.52) che, e questo si sa, dopo gli ottimi risultati giovanili ha fatto la storia del salto in lungo italiano. 

Ai campionati italiani, Inzoli rappresentava la Lombardia, ma la sua prestazione conferma l’ottimo lavoro del CUS Pro Patria con i suoi giovani talenti. E il meglio deve ancora venire: «Sono molto contento della vittoria, un po’ meno soddisfatto del risultato – ha ammesso Inzoli -. Penso che avrei potuto fare qualcosa in più. Nella prova di Forlì ho sbagliato due rincorse e mi sono un po’ agitato. Avevo come personale 7.07 e agli italiani sono andato per migliorare di un altro paio di centimetri e avvicinarmi al record di Howe. Il quarto salto sono riuscito a fare un buon 7.11, realizzando il mio nuovo personale. Ero contento, ma sapevo di poter fare ancora di più». 

Tanta ambizione per un talento che ha ampi margini di miglioramento, come conferma la sua allenatrice Rosa Anibaldi: «Tentava di avvicinare il record italiano perché lui ha già nelle gambe più di quanto ha saltato». La crescita di Francesco proseguirà gradualmente, per valorizzare il potenziale del ragazzo anche con il salto di categoria: dalla prossima stagione, infatti, passerà alla categoria ‘Allievi’. «Non dobbiamo forzare la mano – prosegue Anibaldi -, in modo tale che quando arriverà nella categoria ‘Juniores’ sarà costruito nella maniera esatta per essere predisposto a un allenamento più specifico. Personalmente sono molto contenta di avere un atleta come lui: nonostante la giovane età è in grado di fare ciò che gli viene chiesto in tutto e per tutto. Ad averne atleti così. È un ragazzo molto silenzioso: ascolta ed esegue, c’è tanta sintonia tra noi ed è per questo che riusciamo a fare un ottimo lavoro».

In particolare, le aspettative della prossima stagione si basano su una speranza: «Il ritorno alla normalità – si augura Francesco -. Quella appena conclusa è stata una stagione abbastanza difficile che con le gare indoor per me erano iniziate bene con la velocità, poi è arrivato il lockdown. Avere una normale programmazione delle gare può essere di aiuto nell’allenamento, senza arrivare (come in questo finale di stagione) ad avere una gara ogni fine settimana». E a proposito del lockdown: «Vivendo vicino al Parco Lambro finché mi è stato possibile ho continuato ad allenarmi. Per il tempo che invece non è stato possibile neanche andare al parco, ho continuato a fare dei piccoli allenamenti in casa nel cortile del mio palazzo. Avendo fatto una buona preparazione invernale la scorsa stagione, mi sono tenuto in movimento in modo da essere pronto al momento della riapertura che poi effettivamente c’è stata». 

 Allenamenti sempre sotto l’occhio vigile di Rosa Anibaldi, anche se ‘a distanza’: «Il 3 maggio appena c’è stata data la possibilità di uscire e correre siamo andati al Bicocca Stadium perché il CUS Milano ci ha messo subito a disposizione questo struttura. Grazie a questa tempestività abbiamo ripreso subito l’attività in pista, anche se Francesco non si è mai realmente fermato: nel giro di due settimane era già in forma e pronto. A settembre, dopo le ferie, ci siamo dovuti mettere sotto con il lavoro per essere motivati e arrivare agli italiani con un ottimo umore. Quello che ci auguriamo per l’immediato futuro è che non venga fatto un nuovo lockdown: la preparazione invernale è fondamentale. L’anno scorso l’avevamo fatta, adesso speriamo che non blocchino tutto tra novembre e dicembre. In questa ipotesi cercheremo di fare tutto il possibile, inventandoci eventualmente nuove tipologie di allenamento. La categoria allievi non sarà facile, perché sarà in competizione con atleti un anno più grandi. Ma affrontiamo questa sfida con entusiasmo: ci tengo a ringraziare la società per avermi messo a diposizione il supporto tecnico da me richiesto. Con questo, dove abbiamo bisogno, abbiamo le spalle coperte».

Inzoli mostra una maturità lodevole per i suoi 15 anni, ma nel tempo libero (poco, perché anche continuare la scuola con ottimi risultati è importante) coltiva altre passioni. Dall’uscire con gli amici, fino al calcio e la Formula 1. Ma con la testa sempre all’atletica e i piedi in pista, sulla scia di un grande chiamato Andrew Howe.